Guida Cavi: il portale guida con cavi audio, video, usb, per auto, cavi HDMI, cavi ottici e coassiali

I cavi sono i componenti elettrici grazie ai quali è possibile collegare un’utenza ad una sorgente energetica. Questa connessione permette l’utilizzo di una molteplicità di apparecchi di uso comune e determina lo scambio di dati a distanza. Il sistema di funzionamento è consentito dal cosiddetto cablaggio: l’insieme dei collegamenti che sta alla base di tutte le reti elettriche, telefoniche e per le telecomunicazioni. Quelle di cui ci serviamo quotidianamente per coltivare le nostre relazioni sociali, lavorative ed affettive e per usufruire di una grande quantità di beni e servizi.

Una rete non solo “fisica”

A tal proposito, vi siete mai chiesti quanti diversi cavi elettrici utilizziamo nell’arco di una sola giornata? Molti più di quelli che possiamo immaginare. Ed è solo grazie al loro funzionamento che possiamo vivere il nostro tempo nel massimo comfort. Eppure, siamo talmente abituati alla loro presenza, che non li notiamo quasi mai. Non solo, ci sembrano tutti uguali, nonostante abbiano invece delle differenze sostanziali, a partire dai principali componenti che li costituiscono.

Non fatevi ingannare dalla standardizzazione delle forme e delle dimensioni: i cavi sono il risultato di articolate teorie di fisica applicate ad un settore in continua evoluzione, quello elettronico.

Senza scendere nel dettaglio tecnico, ma fornendo comunque una spiegazione completa e dettagliata di questi oggetti indispensabili della vita moderna, vediamo quali sono le tipologie di cavi disponibili, come si classificano ed a quali usi specifici si prestano. 

Componenti essenziali

I cavi si differenziano innanzitutto sulla base dei materiali che ne compongono le parti essenziali:

  • conduttore
  • isolante
  • guaina esterna

Il conduttore è il metallo attraverso cui un cavo trasmette energia elettrica. Può essere costituito da un solo filo di rame o di alluminio, oppure da una lega dei due materiali attorcigliati tra loro.  I conduttori possono essere a loro volta nudi o rivestiti in stagno o piombo e, in base alle conseguenti caratteristiche di rigidità o flessibilità, si raggruppano complessivamente entro quattro classificazioni principali:

Classe 1 – Filo unico

Classe 2 – Formazione rigida

Classe 5 – Formazione flessibile

Classe 6 – Formazione extra flessibile

L’isolante è il materiale che riveste il conduttore. Può essere variabilmente composto da PVC, polietilene, gomma, resine sintetiche e carte impregnate: le percentuali dei rispettivi elementi variano in relazione al livello di tensione elettrica che il cavo deve sopportare.

Conduttore e isolante sono indicati insieme come anima. Ne consegue che un cavo può possedere una o più anime, a seconda dell’utilizzo previsto, ed in base a questo dato è possibile considerare una ulteriore differenziazione. Si parla infatti di cavi unipolari, bipolari, tripolari, quadripolari, pentapolari e multipolari, a seconda del numero di anime presenti. 

Protezione e sicurezza

Le anime possono essere tenute insieme da un involucro isolante chiamato cintura. Esso ha la funzione di riempire gli interstizi tra le anime e conferire al raggruppamento una forma arrotondata. La cintura non è presente se il cavo ha una sezione molto piccola oppure se non risulta soggetto a stimoli meccanici significativi.

Se il cavo è sottoposto ad una tensione elettrica nominale superiore ai 3,6 kilovolt, esso è provvisto anche di schermo o armatura. Si tratta di un ulteriore nastro di rame inserito a spirale sull’insieme delle anime o attorno a ciascuna di esse. Lo schermo ha un duplice compito: confinare il campo elettrico all’interno dei conduttori quando sono sotto tensione, in modo da limitarne la propagazione verso l’ambiente circostante, e proteggere il cavo da eventuali disturbi elettromagnetici provenienti dal di fuori.

La guaina esterna riveste completamente il tutto. Essa è costituita dai medesimi materiali che compongono l’isolante, anche se in quantità differenziate, e protegge il cavo da tutte le sollecitazioni esterne di tipo meccanico, fisico e chimico che possono inficiarne il corretto funzionamento. Le colorazioni differenziate della guaina servono a riconoscere il cavo e ne indicano la specifica funzione nell’ambito di un impianto, come vediamo di seguito:

Colori e funzioni dei cavi
  • la fase (nero, marrone o grigio) è il cavo che porta corrente all’impianto;
  • il neutro (blu) è il cavo di bilanciamento dell’impianto;
  • la messa a terra (giallo – verde) è il cavo che scarica a terra eventuali dispersioni presenti nell’impianto ed è collegato al sistema salvavita;
  • i ritorni (bianco, rosso, viola, arancio, turchese) sono i cavi che, attraversati dalla corrente di ritorno, chiudono il circuito.

Usi e classificazioni

Dopo questa breve guida tecnica di carattere generale, vediamo ora come si differenziano i cavi rispetto agli usi che caratterizzano la nostra vita quotidiana. Per semplificare, operiamo le seguenti principali distinzioni:

  • cavi audio
  • cavi video
  • cavi usb
  • cavi per veicoli

Cavi audio

I cavi audio sono quelli che permettono ad un segnale audio, proveniente da una determinata sorgente, di essere riprodotto nell’ambiente circostante. Esistono due tipologie principali: i cavi di potenza e quelli di segnale.

I cavi di potenza hanno generalmente un diametro maggiore rispetto ai cavi di segnale, perché la loro funzione è quella di connettere un amplificatore ai diffusori acustici. Più l’amplificatore è potente, maggiore sarà lo spessore del cavo: per gli amanti della musica e non solo, è infatti di estrema importanza avere un impianto che garantisca un’emissione del suono pulita e di ottima qualità.

I cavi di segnale hanno invece il compito di trasmettere il segnale audio proveniente da una sorgente acustica ad un amplificatore integrato o al pre-amplificatore : le correnti elettriche veicolate sono quindi in questo caso molto meno significative ed il diametro di questi cavi si presenta di conseguenza molto più sottile. A seconda della natura della sorgente sonora, i cavi di segnale possono essere di tipo analogico o digitale. La differenza sostanziale tra le due tipologie è che i cavi digitali riescono a trasportare segnali relativi a più canali in modo simultaneo.

Il sistema di connessione audio più usato per i supporti digitali dell’elettronica di consumo è indicato come S/PDIF (acronimo di “Sony/Philips Digital Interface Format“). Esso può essere costituito da un cavo coassiale con connettori RCA oppure da un cavo in fibra ottica con connettori Toslink.

Marche e fasce di prezzo

Tra i modelli migliori di cavi audio segnaliamo quelli di Amazon Basics, Kabel Direkt, Ugreen, DCSk e PureLink. Si tratta di prodotti conformi a tutte le normative vigenti, che permettono connessioni ottimali in ogni circostanza. Sono dotati di guaine dalla flessibilità elevata e in grado di fornire la massima adattabilità e resistenza. Gli indicatori di polarità presenti sui prodotti consentono un’installazione facilitata e priva di sorprese, per godere di una trasmissione audio eccellente e priva di rumori di fondo.

I prezzi variano in base alle caratteristiche dei singoli prodotti (tipologia, lunghezza, genere e numero dei connettori). Risultano comunque generalmente compresi tra 7 e 30 euro circa.

Cavi video

I cavi video sono detti anche coassiali. Si prestano ad una numerosa serie di impieghi e sono per questo tra i più utilizzati all’interno delle abitazioni. Tra le applicazioni più comuni dei cavi coassiali facciamo particolare riferimento alle TV, ai sistemi di video sorveglianza ed in generale a tutte le apparecchiature caratterizzate da trasmissione sia audio che video. Eppure la loro composizione è apparentemente molto semplice.

Un cavo coassiale è infatti costituito da un filo conduttore centrale, un dielettrico che lo avvolge e funge da isolante, lo schermo protettivo ed infine la guaina di rivestimento. I due formati più comuni di cavo coassiale sono denominati RG-6 e RG-59. La sigla RG sta per “Radio Guide“, mentre la numerazione si riferisce al diametro ed alle sue caratteristiche interne: in particolare alla minore o maggiore dispersione che ci può essere nel cavo mentre il segnale scorre all’interno di esso.

Più precisamente un cavo coassiale di tipo RG-6 offre una migliore trasmissione del segnale anche su collegamenti lunghi, perché riesce a contenerne la dispersione. Al contrario, un cavo coassiale RG-59 è soggetto a perdite di segnale significative sulle alte frequenze: motivo per cui viene adoperato per lo più su collegamenti corti, come quello tra presa a muro e televisore.

Marche e fasce di prezzo

I prodotti di riferimento sono, tra gli altri, quelli forniti da Amazon Basics, IvankyKabel Direkt. Garantiscono una trasmissione ad altissima definizione, grazie al potere di schermatura efficace contro ogni tipo d’interferenza elettromagnetica e a radiofrequenza. Nella maggior parte dei casi assicurano anche un’ampia compatibilità con diversi generi di dispositivi mentre i rivestimenti coniugano al meglio resistenza e flessibilità, adattandosi ad ogni spazio abitativo.

I prezzi possono variare in base alle specifiche tecniche del singolo cavo. Mediamente oscillano comunque tra 8 e 15 euro circa.

Cavi Usb

Un altro tipo di cavo di cui oggi nessuno può fare a meno, è quello Usb: acronimo di Universal Serial Bus (in italiano, “bus seriale universale“). Si tratta di un dispositivo di collegamento, chiamato in gergo informatico con il nome di interfaccia, che risulta in grado di collegare tra loro tutti quei sistemi che altrimenti sarebbero incompatibili. Il cavo usb più comune è quello che utilizziamo per lo smartphone: esso ci consente non solo di ricaricare il dispositivo attraverso una presa di corrente, ma anche attraverso computer e tablet e di trasferirvi in modo rapido e sicuro tutte le nostre foto ed i nostri documenti. Un’operazione possibile perché tali dispositivi hanno un’apposita porta di collegamento che viene chiamata appunto Usb.

I tipi di porta Usb più diffusi sono di tre tipologie. Le vediamo di seguito.

  • Usb Standard A:  è un connettore di tipo maschio dalla classica forma piatta e rettangolare che va inserito in una porta di tipo femmina dalle stesse caratteristiche. E’ conosciuto come Usb “grande”.
  • Usb Standard B: si tratta di un connettore di tipo maschio inizialmente costituito da un formato simil cubico, ideato per collegare grandi periferiche come stampanti, scanner e computer. Questa tipologia si è evoluta assumendo forme più compatte ed è conosciuta oggi generalmente come Micro Usb.
  • Usb Type C: è un connettore di tipo maschio dalla forma ancora più piccola e schiacciata. La sua particolarità rispetto alle altre due tipologie, è quella di avere le due estremità del cavo identiche: cosa che lo rende reversibile ed in grado di adattarsi ad una grande quantità di dispositivi, ma anche di consentire un’alimentazione di tipo bi-direzionale. Proprio per queste sue caratteristiche è oggi quello più adoperato.

Marche e fasce di prezzo

Consigliamo a tal proposito i modelli di cavo Usb forniti da Amazon Basics, lo store di Amazon che offre tantissimi articoli di qualità, elettronici e non, di uso quotidiano ad un prezzo competitivo. Ottimi anche i set di cavi Usb distribuiti da Gianac, Gritin, Rankie, Rampow e Techole. Si tratta di dispositivi di collegamento altamente compatibili con la maggioranza degli articoli elettronici oggi in commercio e che assicurano alte prestazioni per quanto attiene le velocità di ricarica e di trasferimento dati. Sono per gran parte realizzati con rivestimenti in nylon dalla composizione innovativa, che rende questi cavi anti nodi e particolarmente resistenti agli strappi accidentali.

 I prezzi sono contenuti e si attestano mediamente compresi tra 5 e 10 euro circa, anche a seconda del numero di pezzi presenti in confezione. 

A proposito di cavi usb, segnaliamo che è possibile anche acquistare dei set multipli (alcuni dei quali in modalità retrattile) di cavi 3 in 1 per collegare tre diversi dispositivi ad un unico cavo di alimentazione. Sono quelli proposti ad esempio da Raviad, Aviwis, Sdbaux e Zkapor. Questi prodotti risultano generalmente compatibili con i marchi più diffusi nell’elettronica di consumo (come IPhone, Samsung, Huawei, Honor, Sony, Xiaomi, Nintendo Switch). I prezzi variano da un minimo di 5 ad un massimo di 15 euro circa.

Cavi per veicoli

Altra tipologia di cavi importante da considerare, per le possibili necessità quotidiane, è quella relativa all’avviamento dei veicoli. E’ capitato a tutti almeno una volta di averne bisogno, in seguito ad un guasto imprevedibile delle batterie dell’auto.

Come ricorderete, sono costituiti da un doppio filo: quello rosso ha polarità positiva, quello nero presenta polarità negativa. Alle due estremità si trovano dei supporti a pinza da collegare dall’auto scarica ad un’auto con batterie funzionanti e dal medesimo voltaggio. Prima di procedere all’operazione vanno però eseguite delle semplici verifiche. Innanzitutto si dovrà spegnere il motore e tutti gli accessori che potrebbero assorbire tensione (radio, luci ed anche eventuali dispositivi presenti in collegamento). Dopodiché si verificherà che entrambe le batterie non abbiano danni apparenti, come perdite di liquido (in questo caso si è obbligati a chiamare il carro attrezzi).

Se non ci sono problemi di sorta, si potrà procedere autonomamente al collegamento nel modo seguente: il cavo rosso va fissato mediante le pinze dal polo positivo della batteria scarica al polo positivo della batteria carica; mentre il cavo nero dovrà avere la prima pinza attaccata al polo negativo della batteria carica e la seconda pinza fissata all’auto scarica su un pezzo di metallo della scocca non arrugginito e non verniciato e che si trovi più lontano possibile dalla batteria.

Anche se apparentemente questi cavi sono tutti uguali tra loro, presentano delle particolarità fondamentali da tenere presenti per scegliere il modello più adatto al proprio veicolo. Innanzitutto la lunghezza: naturalmente un mezzo pesante avrà bisogno di un collegamento più lungo rispetto ad una qualsiasi automobile. Bisogna inoltre considerare che le batterie delle auto a benzina supportano generalmente cavi con una sezione più piccola rispetto a quella richiesta dalle batterie di auto con motore diesel.

Marche e fasce di prezzo

I modelli di cavi che segnaliamo per l’avviamento dei veicoli, sono quelli distribuiti da MVPower, Tacklife, Yaber, Buture. Le proposte base hanno un costo compreso tra 20 e 40 euro circa. I modelli completi di avviatore di emergenza hanno invece un prezzo medio che oscilla tra 50 ed 80 euro circa. Mentre altri marchi, come ad esempio Novo, propongono cavi in abbinamento a vere e proprie batterie al litio portatili: in questo caso i prezzi si attestano intorno ai 200 euro circa.

Smaltimento

Una questione di fondamentale importanza per quanto riguarda questo genere di prodotti è il loro smaltimento. Un aspetto da non sottovalutare e su cui, anzi, vale proprio la pena di soffermarsi, fornendo le opportune informazioni.

I cavi fanno parte dei rifiuti elettronici che in Italia vengono indicati con la categoria specifica denominata RAEE. Questa sigla significa infatti letteralmente “Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche“.

La normativa che regola lo smaltimento di questo tipo di rifiuti è la direttiva recepita dalla Comunità Europea che prende il nome di 2011/65/CE (RoHS 2). Essa prevede delle particolari restrizioni relative alle sostanze pericolose che compongono i cavi, nell’interesse di salvaguardare l’ecosistema e la salute umana. Una normativa che si è resa necessaria in seguito all’espansione capillare e trasversale dei mezzi tecnologici e delle loro applicazioni anche in fasce della popolazione che prima non ne erano coinvolte, se non in maniera marginale.

I comportamenti da evitare relativi ai RAEE sono i seguenti:

  • buttarli nei sacchi dell’indifferenziata
  • mischiarli con altri tipi di rifiuti
  • lasciarli incustoditi in cantine o garage

Le modalità da seguire sono invece variabili a seconda del comune di residenza. Generalmente queste informazioni sono disponibili presso gli sportelli e sui siti delle amministrazioni comunali alla voce relativa alla raccolta differenziata. In linea di massima le possibilità sono almeno due: recarsi autonomamente in una delle 3600 isole ecologiche presenti sul territorio nazionale, oppure consegnare i rifiuti elettronici ai negozi che vendono tali prodotti. Queste attività commerciali sono infatti obbligate al ritiro di tali materiali, secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale numero 65/2010.
Giuseppina Paterna

Laureata in Marketing e Comunicazione, ho avuto diverse esperienze professionali in campo pubblicitario. Amo leggere e scrivere da sempre interessandomi di vari ambiti, in particolare moda, design e tecnologia. Scrivo anche poesie, alcune delle quali pubblicate in volumi antologici.

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